Tutta un’altra storia sul pane

Per migliaia di anni il pane è sempre stato un alimento vitale per l’uomo, l’elemento principale dell’alimentazione campagnola e non. La sua preparazione rappresentava un rito importante; il pane non doveva mai mancare ed, anzi, molto spesso, era l’unica fonte di alimentazione.
Un tempo il pane si preparava in casa, od addirittura in forni comuni a tutto il paese, con cadenza settimanale.
Da sempre il pane riceve molte attenzioni sia per la sua importanza alimentare, che per il suo valore simbolico. I nostri nonni ci hanno insegnato a non buttarlo mai, dando così vita anche a pietanze a base di pane riciclato. Buttarlo significava non avere rispetto del cibo quotidiano più importante che l’uomo aveva. Così veniva mangiato condito, abbrustolito, bagnato nel vino.
Ricordo che mia nonna quando faceva il pane a casa era solita fare il segno della croce ad ogni pagnotta, forse per portare buona fortuna, o per premunirsi contro la sfortuna. Altra cosa che non mancava mai era quella di fare una croce sul pane, gesto considerato come un buon augurio per il pane, per chi lo riceve e per chi lo incide.

Questa è la mia ricetta nata per accompagnare piatti a base di pesce e – perchè no – anche delle sfiziose bruschette ai frutti di mare!

INGREDIENTI

  • 300 g di farina tipo “0”
  • 300 g di farina tipo manitoba
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cucchiaio di prezzemolo
  • 10 g di lievito
  • 100 ml di acqua tiepida
  • 1 cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva
  • 1 cucchiaino di sale

Setacciare le due farine e disporle a fontana su un piano di lavoro. Mettere al centro l’aglio tritato finemente, il prezzemolo, il sale, l’acqua e l’olio e su di un lato sbriciolare il lievito che poi andrà amalgamato pian piano senza farlo entrare il contatto diretto con il sale. Impastare fino ad ottenere un composto liscio, elastico ed omogeneo. Mettere l’impasto a lievitare per circa 30 minuti (fino al raddoppio del volume) in una ciotola. Dopodichè lavorarlo con le mani, ripiegando le estremità verso il centro in modo da far inglobale aria al composto. A questo punto passare alla seconda lievitazione nelle forme desiderate.
Infornare a 200° per 5 minuti, poi a 180° per 20 minuti e poi a 160° per mezz’ora.”

bruschetta di mare.

Bruschetta di mare

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Grazia Guarino

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