Al Marina d’Arechi Port Village di Salerno, il ristorante gourmet Poniente sta tracciando una nuova rotta per la gastronomia mediterranea, guidato dalla visione di Gabriele Martinelli. Lo chef, neppure quarantenne e con un bagaglio di esperienze internazionali che spaziano dalla Francia alla corte di Giancarlo Morelli a Milano, si sta affermando come uno dei potenziali creativi più interessanti della cucina italiana.
La sua non è una proposta di fine dining convenzionale. Attraverso l’eleganza millimetrica dei suoi piatti, Martinelli riesce a raccontare un territorio dalle mille sfumature come quello della Campania, senza mai cadere nel didascalico. La sua cucina è un dialogo costante tra le radici e l’innovazione, dove i piatti della tradizione vengono ripescati e trasformati in veri e propri “giochi” gastronomici.
Un esempio perfetto di questo approccio è il suo signature dish, “Il Pomodoro” in 3 tempi: un percorso che vede il prodotto simbolo della regione declinato in versioni pelate, marinate con glutammato ed essiccate, fino a diventare una bruschetta con tartare di fragole. Qui, Martinelli dimostra come la tradizione possa diventare divertimento, utilizzando un’ironia che raramente si incontra nei circuiti dell’alta ristorazione. Anche lo spaghetto Vicidomini, cotto in estratto di pomodori all’insalata e servito con miso e uova di aringa, testimonia questa capacità di unire il rigore tecnico a una visione ludica e contemporanea.
Nonostante la propensione al futuro e le contaminazioni fusion — evidenti nell’uso sapiente di miso, erbe aromatiche e spezie orientali — Martinelli non dimentica mai il passato. I suoi lievitati home made ne sono la dimostrazione più tangibile: grissini torinesi al pomodoro, pagnotte multicereali, chiacchiere al rosmarino e la ferratella abruzzese salata fungono da ponte tra la memoria storica e la tavola moderna.
Il progetto Poniente nasce dalla visione di Mirko Notaro, erede di una storica dinastia di ristoratori, che insieme al fratello Andrea ha voluto portare a Salerno un concept che fonde la gastronomia partenopea con influenze internazionali. L’essenza del locale si divide tra La Terrazza Lounge, dedicata a tapas ed entrée eleganti, e il cuore gourmet rappresentato da Poniente, dove il vento dell’ovest sembra soffiare nuove idee sulla cucina mediterranea.
L’esperienza è completata da una ricerca meticolosa sulle materie prime a chilometro zero e da una carta dei vini, curata dal direttore di sala Giovanni Cucco, che vanta oltre 100 referenze d’eccellenza, capaci di esaltare piatti complessi come il trancio di ombrina in crosta di sale o il dessert “Non è colazione”, un plumcake d’orzo che sfida le convenzioni del fine pasto.
In un panorama spesso troppo autoreferenziale, Gabriele Martinelli si distingue per la capacità di impugnare l’ironia come uno strumento di narrazione, offrendo agli ospiti di Poniente non solo un pasto, ma un racconto vibrante della propria terra.





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