Mercoledì 13 maggio Il Covo di Leo ha ospitato un evento denominato “Primi d’Autore”, una cena stampa pensata per celebrare la tradizione campana attraverso una visione contemporanea.
Per comprendere appieno l’anima di questo ristorante, non si può prescindere dal luogo che lo ospita: Quarto, una terra le cui radici affondano nell’epoca antica e che oggi trova in realtà come quella della famiglia Valentino i propri moderni custodi.
La “Piana di Quarto”, con la sua caratteristica forma ellittica circondata da colline vulcaniche, è un luogo intriso di storia. Le sue origini risalgono ai Greci dell’Eubea che, dopo aver fondato Cuma, si spinsero nell’entroterra proprio alla ricerca di autonomia agricola. È affascinante pensare che la filosofia del Covo di Leo, basata su una “cucina di terra genuina”, continui idealmente quella vocazione agricola iniziata millenni fa.
Il sole tramonta sui Campi Flegrei, illuminando un territorio che fu punto di sosta fondamentale per i viaggiatori diretti a Roma.

Il nome stesso della città, Quarto, deriva dalla sua posizione geografica lungo la via Consolare Campana, al “quarto miglio” (ad quartum lapidem) sulla strada che collegava il porto di Pozzuoli a Capua. In quest’area, fin dall’epoca augustea, sorgevano ville rustiche e tabernae (punti di sosta), testimoniando una lunga tradizione di accoglienza e ristoro che oggi rivive nell’ospitalità di Francesco, Salvatore e Christian Valentino.
L’esperienza gastronomica: “Primi d’Autore”
La serata è iniziata con una raffinata degustazione di antipasti che ha messo in luce tecnica e creatività: dal Fagottino al tartufo nero alla Parmigiana in doppia cottura, passando per il Pulled Bao e le Croquetas di Carbonara. Queste prelibatezze sono state accompagnate dallo Spumante Prima Gioia di Masseria Piccirillo, un metodo classico da Pallagrello Bianco affinato 36 mesi.
Il percorso è proseguito con la Sfera di Scottona e la Bombetta di maiale, abbinate a un Magnum Spumante Prima Gioia 2020 (60 mesi sui lieviti), prima di arrivare al cuore dell’evento: i primi piatti.
La famiglia Valentino, che dal 1972 coltiva la passione per la cucina di terra, ha proposto tre piatti simbolo della tradizione flegrea e napoletana:
- Ziti alla Genovese: un classico intramontabile, servito in abbinamento al Beati Colli Pallagrello Bianco 2025;
- Tortello al ragù di coniglio: un omaggio ai sapori dell’entroterra, esaltato dall’Arausta Pallagrello Nero 2022;
- Fusillone alla Lardiata: piatto di grande struttura, accompagnato dal I Calaia Casavecchia 2024-
Proprio come i resti della Necropoli di San Vito o l’Arco Romano di Cuma (vicino al quale nacque il ristorante nel 2010) raccontano la grandezza del passato, Il Covo di Leo racconta oggi l’identità gastronomica dei Campi Flegrei. Attraverso la collaborazione con realtà come Masseria Piccirillo e l’organizzazione di Tipi Social Agency, la serata ha confermato che la cucina non è solo cibo, ma un racconto di convivialità e territorio che si tramanda di generazione in generazione.
Maria Consiglia Izzo



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