Presso l’Azienda Agricola Aita, in località Vallegrini a Campagna, si è tenuto l’evento “Biodiversità, Cibo e Comunità – Aspettando Terra Madre”, promosso in sinergia con la rete Slow Food Campania e diverse realtà associative territoriali per raccontare, tutelare e far conoscere, anche attraverso la degustazione, la ricchezza agronomica regionale. L’iniziativa ha rappresentato anche un momento per ricordare il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, a 40 anni dalla nascita del movimento, celebrando la visione che considera il cibo un fattore di connessione sociale e di coesione della comunità.
L’incontro, introdotto e moderato da Vito Aita, ha visto una buona partecipazione di pubblico e si è articolato attraverso una serie di interventi focalizzati sul valore della biodiversità e sulla tutela delle tipicità locali. Vito Trotta, già consigliere nazionale Slow Food, ha illustrato l’importanza dei Presìdi per la valorizzazione delle produzioni di eccellenza, citando come caso emblematico quello della papaccella napoletana: un ortaggio inizialmente svalutato e venduto a prezzi irrisori, poi divenuto un prodotto di pregio grazie al percorso di tutela promosso dalla rete Slow Food.
Nel corso del dibattito, Vincenzo Aita, già assessore regionale all’Agricoltura, ha ricordato il suo primo incontro con Carlo Petrini, giunto in Campania come volontario dal Piemonte in occasione del terremoto del 1980. Nel suo intervento, Aita ha evidenziato la necessità di rendere i prodotti dei Presìdi il più possibile accessibili al pubblico, evitando di relegarli a una produzione di nicchia.
Gli aspetti legati alla comunicazione e al lavoro sul territorio sono stati trattati da Rosanna Raimondo, responsabile regionale della comunicazione di Slow Food Campania, che ha condiviso l’esperienza condotta con i produttori del Vallo di Diano.
Padre Rosario Giannattasio, dei Missionari Saveriani di Salerno, ha richiamato l’importanza della biodiversità sotto il profilo culturale, citando le riflessioni dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. Il prof. Massimo Zaccardelli, dirigente di ricerca del CREA e docente dell’UNISA, ha concentrato il suo intervento sull’efficacia del Tea Compost nella protezione delle piante dalle malattie fungine, mentre Danilo Gorga, vicepresidente regionale di Slow Food, ha sottolineato come l’edizione di quest’anno rappresenti il primo Terra Madre senza la presenza di Carlo Petrini.
La manifestazione ha compreso anche il Laboratorio del Gusto “Il gusto della biodiversità”, curato dalla chef Cristina De Vita, dell’Alleanza Cuochi Slow Food, con Luciana Ponticelli e Cumpanatico Sud. Il percorso ha proposto la degustazione guidata di legumi in purezza — tra cui ceci decorticati (Cicchetti), pisello centogiorni (Matrone), fagiolo dente di morto (Egizio), fagiolo dall’occhio dell’Alto Sele (Lullo) e maracucciata (Mazzeo) — e l’abbinamento su pane di prodotti dell’Arca del Gusto e dei Presìdi Slow Food, quali il Carciofo Bianco di Pertosa (Raimondo), la Papaccella napoletana grigliata o sott’olio (Egizio), la confettura di Albicocche Crisommole del Vesuvio (Romano) e il paté di torzella.
Il programma è stato affiancato dal Mercato della Terra, con i produttori campani, dal Tavolo della Biodiversità per lo scambio dei semi tradizionali e da un laboratorio pratico sul Tea Compost. L’iniziativa si è conclusa con l’apprezzata degustazione della pasta di grani antichi dell’azienda Cicchetti, abbinata ai fagioli muso nero di Oliveto Citra e preparata dalla chef Cristina De Vita.


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