Il Maestro Peppe Vessicchio all’ Aperi-DIVO: “Metto la mia musica al servizio del vino”

Chi pensa che la musica non c’entri nulla con il cibo toppa di brutto. Un buon accompagnamento musicale non serve solo a rendere più piacevole una cena a lume di candela, ma può apportare anche benefici  ai prodotti naturali (pomodori, zucchine, fragole, ciliegie, olio, mozzarella, vino).


Peppe Vessicchio, eccellente musicista e compositore, è un convinto sostenitore del “Metodo Freeman“, una sperimentazione agro-musicale che dimostra la fusione dei materiali organici naturali con le frequenze del suono.  Lo abbiamo incontrato al ristorante “Quattro Passi” di Nerano (il Maestro è molto affezionato a questo luogo, essendo di origini campane) in occasione dell’ Aperi-DIVO di mercoledì 5 luglio durante il quale è stato presentato il n. 14 della rivista 3D Magazine.

Che piacere incontrarLa qui…

Sono di origine napoletane. Vivo a Roma da più di 30 anni, ma questo posto rappresenta per me un pezzo dei miei ricordi. Purtroppo la mia partecipazione alla vita partenopea è saltuaria: i progetti musicali mi portano a girare l’Italia intera, il lavoro legato alla discografia si svolge soprattutto tra Milano e Bologna, quello televisivo si svolge a Roma. Questa sera, grazie a cantine Giorgi, in particolare al loro Crudoo, mi trovo qui: ho messo la mia musica a servizio di quest’azienda per il miglioramento del loro prodotto. L’armonia musicale è un’occasione di sviluppo e di crescita degli organismi viventi in generale (il vino, le piante, la pasta, i pomodori, i limoni, etc.). Secondo il ‘Metodo Freeman’ la musica interagisce con gli organismi viventi”.

Questa, dunque, è solo l’antesignana di una serie di collaborazioni che La coinvolgeranno nel campo del food…

Assolutamente si! Anche perché mi piace mangiare. Sono un po’ ‘viziosetto’: mi cibo con cose buone!

Il Suo rapporto con il mondo del vino?

Frequento il mondo del vino da un bel po’ di anni. Ho cominciato con i vini del Piemonte, è in questa regione che ho imparato ad apprezzare la cura, la dedizione, l’attesa che vengono investite in questo prodotto… Basti pensare che per bere un Barolo o un Barbaresco ci vogliono anni! Le gioie che sprigionano i diversi vini italiani sono enormi. Quando mi chiedono qual è il mio vino preferito io rispondo che non lo so. Bisogna bere quello che il territorio propone. Vivo a Roma, una sorta di osservatorio nazionale del vino: riesco a reperire tutti i vini. Ovviamente quando sono in Campania, bevo campano!

Qui in Campania cosa ama mangiare?

Sono un appassionato di pomodori, non a caso il mio libro è intitolato ‘La musica fa crescere i pomodori’. Il pomodoro ha qualcosa di magico… Sarà il fatto che è una pianta ornamentale, addirittura in passato veniva considerata tossica. Da noi ha subito un’ibridazione naturale e ci ha regalato dei tesori. Ricordo quando da piccolo, a fine agosto, tutti in famiglia eravamo coinvolti nella produzione delle conserve di pomodoro fatte in casa: un momento di grande amore e di unione familiare. Sono legato a questo frutto, a tutte le sue varietà… Insomma, lo amo in tutte le sue salse!”

Dove la vedremo prossimamente?

Ho avuto la direzione artistica della sessantesima edizione dello Zecchino D’Oro. Lavorare sulla musica dell’infanzia era una cosa che mi incuriosiva da sempre. Attualmente sto perfezionando le canzoni dei bambini che sono stati selezionati per la realizzazione del CD/DVD. E’ entusiasmante lavorare con la struttura dell’Antoniano. Per quanto riguarda la televisione, insieme all’UNICEF dovremmo presentare per il secondo anno un programma che si chiama ‘Prodigi’, un format francese ove vengono coinvolti dei talenti, di età compresa tra gli 8 e i 16 anni, legati alla musica classica: ragazzi normali che hanno canalizzato le loro passioni su un settore che richiede dedizione e abilità. E bellissimo sentirli rispondere  alla domanda ‘Quante ore studi’:  ‘mai quanto vorrei’”.

Maria Consiglia Izzo

Ph. Grazia Guarino

 

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