Alimenti: sì alla bontà, ma anche alla sicurezza!

Un prodotto alimentare, prima di arrivare ad essere messo in bella mostra sugli scaffali dei supermercati, deve essere soggetto a diverse tipologie di analisi chimiche che ne determinino la qualità, la durata oppure che ne esplicitino al futuro acquirente i valori nutrizionali ed eventuali controindicazioni (ad esempio la non fruibilità da parte dei celiaci).

Dunque, le aziende che intendono immettere sul mercato generi alimentari devono prendere in considerazione i seguenti test:

–          Tutte le aziende che producono alimenti hanno l’obbligo di inserire in etichetta la dichiarazione nutrizionale. Le analisi nutrizionali di laboratorio sono atte a fornire i valori che dovranno essere riportati sull’etichetta, ad esempio: apporto calorico, proteine, carboidrati, grassi.

–          Shelf Life, ovvero un test che serve a definire la durabilità dei propri prodotti. Lo studio della shelf life serve quindi a: dare garanzie all’OSA dell’azienda alimentare nei confronti dei propri clienti e dell’autorità competente in merito alla effettiva durabilità del prodotto; garantire i consumatori; rispettare l’obbligo normativo di indicare la data di preferibile consumo o scadenza (Reg UE 1169/11).

–          Per la valutazione qualitativa di molti prodotti alimentari è necessario un esame organolettico, o Panel test, a supporto della shelf life, atto a determinare la classificazione di un alimento (ad esempio l’”Olio di Oliva”).

–          Tutte le aziende che intendono esportare i loro prodotti in mercati diversi dal mercato Europeo (ad esempio negli Stati Uniti) devono eseguire sul prodotto finito le analisi previste per le Nutrition Fact così come definite dalla FDA. Le analisi nutrizionali di laboratorio forniscono quindi i valori che dovranno essere riportati sull’etichetta degli alimenti destinati agli U.S.A.

–          L’analisi del Filth test serve a rilevare impurità solide di diversa natura (animale, vegetale o minerale), a fornire quindi indicazioni utili in merito al processo di produzione del prodotto e infine a stabilire la conformità e la commerciabilità di un prodotto alimentare. L’analisi normalmente si applica a diverse tipologie di alimenti, come:

•             derivati di cereali (farine, paste e prodotti da forno),

•             vegetali freschi e conservati,

•             spezie,

•             funghi,

•             cacao,

•             caffè.

–          Qualsiasi azienda che intenda  produrre/somministrare/vendere prodotti senza glutine, deve effettuare analisi che consentano di:

•             validare processi produttivi,

•             validare processi di sanificazione,

•             dare garanzie all’OSA dell’azienda alimentare nei confronti dei propri clienti e dell’autorità competente in merito alla effettiva assenza di glutine,

•             verificare le materie prime.

–          Un’analisi accurata e affidabile degli allergeni presenti negli alimenti garantisce la sicurezza e la qualità dei prodotti e processi di un’attività. Gli allergeni più comunemente analizzati  sono: cereali contenenti glutine, uova,  crostacei (ad es. gamberi o granchi), pesce, latte, soia, arachidi e frutta a guscio (ad es. mandorle, nocciole e noci), solfiti, anidride solforosa.

Tutte le analisi sopra menzionate, ed altre che a seconda del prodotto che si intende commercializzare e del target che si vuole raggiungere devono essere effettuate, richiedono competenze specifiche che il Gruppo Maurizi, leader di settore nella consulenza per la sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro, è in grado di assicurare.

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