LSDM: quando mozzarella è sinonimo di alta cucina

E’ iniziata ieri, 18 aprile, ed è già alle battute finali la nona edizione de Le Strade della Mozzarella (LSDM), il congresso internazionale di cucina d’autore dedicato ai prodotti simbolo del Made in Italy in corso di svolgimento presso il Savoy Beach Hotel di Capaccio (SA).
Durante prima giornata di lavori, davanti a una platea di appassionati e operatori del settore, nomi noti della cucina italiana, e non, hanno interpretato ed omaggiato quanto di meglio il paniere agroalimentare italiano è in grado di offrire, Mozzarella di Bufala – ovviamente –  in prima linea. Brillanti protagonisti sono stati anche la Pasta di Gragnano, l’olio extravergine di oliva e la Pizza Napoletana. A strappare applausi e consensi, tenendo fede al tema dell’edizione 2016 della kermesse “contaminazioni”, sono stati personaggi di primo piano dell’alta gastronomia: ad aprire i lavori Matteo Baronetto, da quasi due anni al Ristorante Del Cambio di Torino, che ha puntato sull’essenzialità con il “carpaccio” di animella affumicata e mozzarella, ma anche sulla provocazione con la sua versione degli spaghetti burro e parmigiano; ha puntato su un grande classico italiano anche Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri (insieme ad Alessandro della Tommasina) con i suoi pici di pasta di pane alle vongole con mozzarella marinata;  Enrico Crippa ha presentato il tacos al pomodoro con battuta di Fassona, erbe e crema di mozzarella, la “parmigiana di melanzane” in versione arlecchino e un dessert che reinterpreta la sfogliatella, ma con foglie candite di cavolo invernale; Davide Oldani, chef del D’O di Cornaredo, ha presentato l’originale Mozzarella a piedi, e non in carrozza; Gert De Mangeleer, giovane tri-stellato belga all’Hertog Jan, ha proposto l’insolito abbinamento tra mozzarella, cocomero e caviale e un elegante dessert a base di ricotta di bufala e yuzu; Mauro Colagreco, argentino di stanza a Mentone, ha presentato la mozzarella che diventa una zuppetta, ma pure farcia dei ravioli di rapa bianca; infine Antonia Klugmann, altra chef di frontiera (il suo ristorante è a un passo dalla Slovenia) ha messo insieme agrumi e mozzarella e un coraggioso piatto di spaghetti con salsa di fragole e pomodori.
Da questa mattina hanno dato lustro al Made in Italy nomi della ristorazione d’avanguardia europea, come Alexandre Gauthier, Magnus Ek, Karl e Rudi Obauer, Mark Moriarty, Leonardo Pereira, Oriol Castro, Daniel Berlin e Jacques Genin. Infine, non sono mancati gli interventi di altri illustri interpreti della cucina italiana, tra i quali Davide Scabin, Ernesto Iaccarino, Andrea Berton, Gino Sorbillo e Franco Pepe.
Grande successo hanno riscosso le tre Louge – Fritti, Pasta e Pomodoro, Pasticceria e caffè – dei Taste Club sulla splendida terrazza dell’Savoy Beach Hotel, assoluta novità di questa nona edizione de Le Strade della Mozzarella. Tra i protagonisti della prima giornata: il pasticcere Sabatino Sirica che ha proposto la vera Zeppola di San Giuseppe, un bignè fritto con crema pasticcera densa e saporita, il cui ingrediente “segreto” è il latte condensato che la rende più corposa; Enzo e Cristiano Piccirillo, padre e figlio, della storica pizzeria La Masardona, che hanno proposto il tipico Battilocchio con ricotta di bufala, mozzarella di bufala, pancetta di maiale cotta e pressata, pomodori datterino, basilico e pepe; lo chef stellato Peppe Stanzione (del ristorante “Le Trabe” di Capaccio) che ha preparato una buonissima fettuccella al pomodoro corbarino. Interessante l’iniziativa di caffè Kimbo, sponsor dell’evento, “Kimbo, solo per te” che ha permesso agli avventori di creare il proprio caffè secondo un blend unico calibrato da esperti miscelatori.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.